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Gabriele Sannino
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Dietro la crisi venezuelana? I soliti USA



Se vuoi capire la crisi venezuelana, devi seguire il flusso del petrolio.
Il paese galleggia letteralmente sull'oro nero, eppure e' in ginocchio economicamente, e le cause sono tutte... esogene.
Ma partiamo dall'inizio di questa brutta storia: pochi sanno ma i prezzi del petrolio e del gas sono tenuti artificialmente bassi da tre anni a questa parte ormai proprio dalle lobby petrolifere e energetiche internazionali, questo per mortificare e mettere in ginocchio paesi nazionalisti e ricchi di materie prime (Russia per il gas, Venezuela per il petrolio ) al fine di indebolirli ed "espugnarli" senza l'uso della spada.
L'economia purtroppo, come sappiamo, per i "potenti" che dominano l'economia mondiale, e' si' un gioco, ma al massacro!
Ebbene, dal dicembre dello scorso anno, in Venezuela, le esportazioni petrolifere sono drasticamente diminuite, e cio' sta facendo crollare l'intero l'assetto economico nazionale, che non riesce ad importare moneta per acquistare - neanche - generi alimentari di prima necessita', di cui naturalmente abbisogna.
Il bollettino dell'OPEC del marzo 2017 ha dichiarato che il paese ha prodotto solo 1,97 milioni di barili al giorno, molto sotto la media degli anni precedenti, se si considera che a marzo 2016 erano 2,16 milioni e nel 2015 2,37.
Il paradosso e' che alcune raffinerie oggi si sono fermate, e, dato che il settore e' interamente nazionalizzato, riaccenderle costa, e il paese e' costretto addirittura a importare petrolio dall'estero!
Il risultato e' che ci sono file alle pompe di benzina, e la cosa e' davvero paradossale.
Purtroppo il governo di Chavez, in passato, non ha fatto nulla per diversificare l' economia, e cio' sta provocando la crisi attuale, dato che le multinazionali anglo-americane vogliono mettere le mani sul settore.
Non a caso, giornali internazionali al soldo della finanza trasnazionale danno la colpa proprio alla nazionalizzazione del petrolio, agli "sprechi" - siamo alle solite! - mentre la realta' sta da tutt'altra parte.
Il Governo Maduro - il successore di Chavez - sta usando il pugno duro contro i manifestanti sempre piu' disperati per la crisi e la fame, e le proteste si stanno diffondendo ovunque nel paese: si parla ormai di 50 giorni di scioperi e di ben 54 morti.
L'esercito reprime il dissenso, e questo provoca - giustamente - l'indignazione dei media internazionali, i quali pero' tacciono spudoratamente sulle cause.
Le proteste contro Maduro, pero', hanno tutte un denominatore comune: le ONG.
Esse sono diventate ormai delle vere e proprie multinazionali "non profit" a servizio di quelle che di profitti... ne macinano milioni se non miliardi!
Una delle piu' rilevanti si chiama "Un mundo sin mordaza" (un mondo senza bavaglio) intende difendere i diritti umani e ha tra i suoi fondatori un certo Rodrigo Diamanti, capo-firmatario - guarda caso - di un appello per i diritti umani in America Latina organizzato da Freedom House, una ONG squisitamente statunitense.
Se si visita il sito di Freedom House, si nota subito che uno dei suoi finanziatori principali e' il Dipartimento di stato USA, nonche' una sua agenzia, la USAID, altra ONG voluta dal Presidente Kennedy per diffondere i diritti umani nel mondo.
Manco a dirlo, Diamanti auspica nuove sanzioni economiche contro il paese (le sanzioni impediscono sia le esportazioni che le importazioni in genere, e ovviamente peggiorano le cose) nonche' un intervento americano... per restaurare la democrazia.
Il problema per la finanza transnazionale e per le "sette sorelle" pero' non e' solo la nazionalizzazione dell'oro nero, ma anche la mancata fuga di capitali, dato che essi rimangono nella nazione proprio a causa della gestione statale del petrolio.
Ma in tutta questa brutta storia c'e' perfino di piu': l'opposizione a Maduro non e' fatta solo dalla finanza internazionale e dalle compagnie petrolifere mondializzate ma anche da ricchi oligarchi venezuelani, i quali utilizzano perfino i bambini per alimentare i cortei, promettendo loro caramelle e simili.
Insomma anche questi avvoltoi nazionali pretendono la loro fetta di torta.
Il punto e' che Maduro si sta difendendo come puo' (e nel modo peggiore, uccidendo i suoi stessi cittadini!) mentre i poteri "forti" gongolano e se la ridono con la complicita' dei media.
Cosa fare, a questo punto?
Semplice: dobbiamo denunciare in massa il complotto internazionale contro il paese, in quanto e' ora di dire basta all'economia dei poteri occulti, resi tali solo dal silenzio del regime mediatico internazionale.

Fonti: Fatto Quotidiano
Controinformo.org, Sa Defenza.blogspot.it

Fonte immagini: Google.



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