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Gabriele Sannino
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Da dove nascono le dipendenze?



Da dove nascono le nostre dipendenze?
Gli esseri umani sviluppano dipendenze per qualsiasi cosa: droga, sigarette, alcool, shopping, farmaci, internet, social media, app, sport, sesso, cibo sono solo alcuni dei tantissimi esempi.
Molti sono anche dipendenti dalle relazioni - il chiodo schiaccia chiodo, infatti, sempre piu' spesso, indica che non ci innamoriamo delle persone, ma vogliamo piuttosto qualcuno al nostro fianco in quanto non abbiamo affrontato il senso di solitudine.
Altrettanti oggi dipendono dal telefonino, Facebook e Whatsapp, dato che devono informare tutti di cio' che fanno o pensano in qualunque momento della giornata.
Siamo dipendenti inoltre dalla carriera, dal lavoro, dall'ufficio, e senza non sapremmo come organizzare la nostra vita; alcuni di noi sono perfino dipendenti dalla spiritualita', magari leggono numerosissimi libri sull'argomento e sotto sotto... sognano di ritirarsi da questo mondo (cosa che non e' possibile).
Siamo dipendenti dal denaro creato dal nulla dal "sistema" - molti di noi non si chiedono nemmeno come "nasca" questo denaro, chi lo stampi, e anche quando lo scoprono fanno spallucce e girano la testa dall'altra parte - ma soprattutto siamo dipendenti da quell' "io" cui pensiamo costantemente, che ci porta a sentire di meno gli altri in quanto - appunto - non sono "noi".
Per i psicologi la dipendenza e' semplicemente l'incapacita' di smettere di fare qualcosa.
Moltissime dipendenze nascono, molte volte, in modo innocente: un drink, una sigaretta, un antidolorifico in piu', e alla fine si arriva a non essere piu' capaci di farne a meno.
Tutti durante il corso della vita sviluppiamo delle dipendenze: il punto e' che siamo tutti insicuri e fragili, e questa societa' - dove ci si ferisce a vicenda per i motivi piu' banali - non aiuta di certo; insomma, cerchiamo sollievo in tutte queste dipendenze al fine di estraniarci... proprio da noi stessi.
Il problema pero' e' proprio qui: fuori da noi stessi, fuori dal nostro sentire, ci sono solo dei palliativi.
Parliamoci chiaro: per un po' queste cose possono fare effetto, ed infatti, dopo una dipendenza in genere, se ne cade in un'altra; comprarsi una casa, un auto, un cane, un gatto, o "sballarsi" per un po' per esempio puo' essere positivo, ma il vuoto dentro di noi resta, anzi molte volte si amplifica, e affrontarlo diventa ancora piu' difficile.
Lo avrete intuito: noi non siamo dipendenti dalle dipendenze, siamo dipendenti dal sollievo che ci recano.
Insomma nelle nostre vite, oggi come ieri, manca qualcosa - e' evidente! - dunque ci consoliamo come possiamo.
A questo punto e' giunto il momento di farsi la domanda piu' importante: cosa ci manca, perche' che ci consoliamo cosi'? Che cos'e' che ci porta a considerare tutti questi... sollievi?
Ebbene la risposta e' solo una: oggi come ieri, in questa societa' manca l'Amore.
Ci manca l'amore sia per noi stessi - un amore autentico, non l'ego legato alle nostre "performances" - sia l'amore per e degli altri, che, come uno specchio, si riflette dentro di noi fortificandoci dall'interno.
Oggi come ieri, manca la vera compagnia, la sincera condivisione, la vera gioia che scaturisce da un incontro tra anime, e non solo tra due corpi che a malapena si parlano, dato che ognuno e' intento a fissare il proprio cellulare.
Ci manca la vera intimita', e qui il sesso non c'entra, soprattutto oggi che anch'esso e' diventato freddo e scostante. La vera intimita', infatti, e' fatta di gesti, parole e abbracci: a volte il sesso neanche e' indispensabile!
Manca un vero dialogo, in primis proprio con noi stessi: la domanda che bisogna porsi, alla fine, e' sempre la stessa: siamo felici? Mi rende felice questa cosa? Mi rende felice questa persona o questa situazione?
Il mondo, nonostante l'apparente scarsita' inscenata dal sistema, e' in realta' pieno zeppo di possibilita'. Basta entrare in questo nuovo ordine mentale.
Non ci vuole un genio per capire che se in questo mondo ci fosse piu' amore, la gente sarebbe piu' felice (di conseguenza si "consolerebbe" di meno).
Gandhi amava dire "sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo".
Ecco, il primo passo, dunque, e' imparare ad amarsi in modo non egoico e cercare anime compagne che stiano facendo lo stesso percorso, nella speranza di creare quel microclima di amore che nutre e fa stare bene.
Amarsi in modo non eroico non significa che non bisogna piu' migliorarsi, ma che fondamentalmente bisogna accettarsi sempre e comunque, vivere il momento e pensarsi sempre come a una parte del Tutto, una scintilla di energia come qualsiasi altra cosa nell'Universo.
L'unica forma di dipendenza che dobbiamo sviluppare e' quella per l'Amore: centrarsi nell'Amore porta gioia e felicita', ed e' un percorso che tutte le Anime, prima o poi, dovranno compiere, in questa vita o in altre, su questo Pianeta o meno.

Fonte immagini: Google.



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