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Gabriele Sannino
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La fine del dollaro e degli Stati Uniti



Nel mondo stanno avvenendo cambiamenti epocali sconosciuti alla popolazione - anche a quella che desidera sapere, dunque piu' evoluta - questo in quanto il sistema in cui viviamo ha il compito primario di tenere disinformata e ignorante la gente sulle vere questioni che contano.
Una di queste e' la guerra tra valute che serpeggia da almeno un quindicennio a questa parte, e che ora sta vedendo la meglio con Russia e Cina pronte - insieme - a scalzare un dollaro ormai agonizzante.
Ma veniamo a lui, al dollaro: per capire perche' sta morendo, sarebbe meglio spiegare prima com'e' arrivato alla ribalta mondiale.
Tutto e' iniziato verso la fine della seconda guerra mondiale, nel 1944, quando gli americani, assaporando la vittoria che di li' a breve si sarebbe ottenuta nel conflitto, hanno deciso di riformare a Bretton Woods l'intero sistema finanziario internazionale, agganciando tutte le valute al dollaro che diviene cosi' l'unico che puo' essere convertito in oro. E' la supremazia assoluta degli Stati Uniti, dato che - di fatto - tutte le monete del mondo (dollaro escluso) diventano semplicemente carta straccia.
Gli States allora avrebbero potuto cambiare le sorti dell'intero Pianeta se avessero accolto le tesi dell'economista inglese John Maynard Keynes, che auspicava invece una moneta internazionale da lui definita Bancor, alias una moneta mondiale che avrebbe unito tutte le nazioni sotto un'unica Banca di compensazione internazionale, nella quale ogni stato avrebbe potuto accumulare crediti e debiti in base al solo scambio di merci. I conti non sarebbero mai andati al rosso per ciascun paese, se non entro un certo limite, permettendo a tutti di esportare e importare, e garantendo una vera cooperazione (dunque globalizzazione) nonche' crescita e benessere per tutte le nazioni.
Negli anni '60, dunque, il dollaro purtroppo si confermo' moneta di riserva internazionale (per la serie se vuoi acquistare oro, bene rifugio per antonomasia, devi prima acquistare dollari) ma il meccanismo di nuova supremazia egemonica USA comincio' a mostrare gia' in quegli anni le prime crepe, visti i grossi deficit di spesa del bilancio federale per le costose guerre del Vietnam e la folle spesa pubblica che, data la moneta-debito, indebitava la popolazione senza ritegno.
In aggiunta, l'Europa e il Giappone in quegli anni si erano ormai messi in piedi, le loro economie erano diventate di esportazione, e l'inflazione del dollaro danneggiava in primis proprio l'economia americana. Quando nel 1971 il Presidente Nixon elimino' di fatto il Gold Standard, dato che erano stati stampati molti piu' dollari rispetto alle riserve auree, ecco che il dollaro si aggancio' al petrolio, trasformandosi... in moneta di riserva energetica mondiale.
Washington stabili' che l'OPEC non doveva vendere alcuna goccia di petrolio a paesi con valute diversi dal dollaro, e cio' fece proseguire l'ascesa della divisa americana e con essa la supremazia della nazione.
Il dollaro, pero', piano piano, in tutti questi anni, e' divenuto la divisa per antonomasia dei casino' finanziari, delle speculazioni, delle predatrici banche di Wall Street, e questo ne ha distrutto per sempre immagine e supremazia.
Oggi infatti, grazie alla globalizzazione finanziaria nella quale prosperano i giochetti delle solite banche apicali che fagocitano l'economia reale e finanche pezzi della stessa economia finanziarizzata - quella dei cosiddetti mercati - gli americani sono il popolo piu' indebitato del Pianeta: la loro sanita', la loro istruzione, tutti i loro diritti sono stati privatizzati e affidati a multinazionali private finanziate sempre dai banchieri, mentre l'industria e' letteralmente morta, nel senso che con la globalizzazione delle merci e' stata spostata altrove.
Le cose pero' stanno finalmente cambiando: Russia e Cina, infatti, dopo aver acquistato per decenni pezzi di debito degli Stati Uniti e aver importato anche la loro industria, hanno dichiarato di aver accumulato abbastanza oro tanto da creare una moneta alternativa al dollaro (ormai tossico, lo avrete capito) convertibile proprio nel metallo prezioso!
La Cina del resto - insieme alla Russia - e' oggi uno dei piu' grandi produttori al mondo di oro, e questo complica ulteriormente le cose per gli Stati Uniti.
Essa, inoltre, e' il piu' grande importatore al mondo di petrolio, e c'e' da scommettere che i paesi dell'OPEC, a un certo punto, preferiranno una nuova moneta convertibile in oro piuttosto che un dollaro sempre piu' instabile e pericoloso.
Il lungo viaggio asiatico di Donald Trump, pertanto, ha avuto la finalita' di ridisegnare un nuovo assetto in cui qualcosa... vada anche agli americani, dato che il mondo sembra ormai essere sul punto di scavalcarli.
Le minacce alla Corea del Nord, in questo senso, sono solo le buffonate di un gangster (ogni presidente americano lo e', dato che non rappresenta piu' il popolo) che fa presente al mondo intero la forza militare degli Stati Uniti, per avvertire proprio chi deve essere avvertito.
Il mondo sta radicalmente cambiando, gli assetti di potere stanno cambiando e gli Stati Uniti hanno due possibilita': o scatenano un conflitto planetario dalle sorti non garantite oppure cercano di trarre qualche vantaggio dal nuovo assetto economico internazionale.
E' un vero peccato che i media non sappiano o - peggio ancora - facciano finta di non sapere nulla di tutto questo.

Fonti: controinformazione.info/Arianna Editrice.



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