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Gabriele Sannino
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Elezioni 2018, uno sguardo al programma 5 stelle



Come capirete alle fine di questo articolo, il programma del Movimento 5 stelle per le prossime elezioni 2018 e' un programma "a bocce ferme", nel senso che si tratta di una forte redistribuzione delle attuali ricchezze, o meglio del capitale che e' gia' in circolazione, il quale, come sappiamo, a causa del pareggio di bilancio inserito in Costituzione dai partiti liquidatori della nazione come PDL, PD e perfino Lega, scarseggera' sempre di piu' nei prossimi anni.
Questo programma, insomma, serve a creare effettivamente una redistribuzione del denaro verso il basso, senza mettersi contro certi poteri, oggi purtroppo ancora dominanti.
Il programma - riassunto in 20 punti - e' l'unico che presenta un piano di coperture: a mio avviso, cio' e' comunque sinonimo di serieta' e professionalita'.
Nel dettaglio, esso sancisce nero su bianco l'eliminazione di leggi inutili che intasano le professioni di burocrazia, la digitalizzazione completa della P.A. ma anche la creazione sia di un reddito di cittadinanza che di una pensione di cittadinanza, due misure - a mio avviso - urgentissime in un paese che conta ormai milioni di poveri.
Per quanto riguarda il reddito, si tratterebbe di dare uno stipendio provvisorio a chi perde il lavoro (non parliamo dell'elemosina del reddito di inclusione, che e' assolutamente vergognosa) in cambio pero' di un reinserimento guidato.
Per fare questo occorre, in primis, potenziare proprio gli attuali centri per l'impiego, i quali - incredibilmente - oggi versano in condizioni di totale abbandono (cio' la dice davvero lunga sull'importanza reale che il sistema da' al lavoro).
Secondo la previsione del Movimento, servono 2 miliardi per rinnovarli; cio' e' solo una parte della spesa, dato che per attuare a regime un reddito simile occorrono almeno 7 miliardi e mezzo.
Secondo i 5 stelle, le coperture totali sarebbero determinate da 5 miliardi di tax expenditures (ovvero agevolazioni e trasferimenti fiscali) e da 2,5 miliardi di tagli agli sprechi.
Con l'accensione vera del motore del lavoro attraverso questo reddito, i pentastellati sperano di andare in Europa e modificare le assurde regole di emissione monetaria, al momento ferme all'1.6% rispetto al PIL.
Stando alle loro dichiarazioni, a Bruxelles bisogna cambiare non solo il calcolo del PIL potenziale ma anche l'output gap (la determinazione della percentuale rispetto al PIL) in modo da farsi prestare piu' denaro.
Ma veniamo alla pensione di cittadinanza: qui l'obiettivo e' 780 euro al mese per una persona singola, e 1.170 euro per una coppia di pensionati.
Anche qui le coperture sono le stesse, ovvero un mix di tagli agli sprechi, trasferimenti fiscali e trattative con l'Europa.
Un altro punto importante e' lo shock fiscale, che da un lato dovrebbe eliminare drasticamente l'IRAP e ridurre significativamente l'IRPEF per le piccole imprese (il cuore pulsante di questo paese) dall'altro stabilire l'esenzione totale delle tasse per i redditi inferiori ai 10.000 euro.
In ambito sicurezza e difesa, si parla dell'assunzione di nuove forze dell'ordine, alle quali affidare in toto le operazioni "strade sicure", mentre per l'immigrazione, oltre alla stipula di trattati internazionali, si sancisce l'assunzione di 10.000 unita' di personale per organizzare i rimpatri e velocizzare le pratiche di espulsioni.
Altri punti importanti riguardano, infine, il superamento della legge Fornero e della buona scuola.
Sul versante finanziario - questo e' un punto nodale - si parla di creare una banca pubblica che finanzi gli investimenti, ma anche il ritorno a una separazione netta tra banche che prestano e che speculano.
Il punto dolente - a mio avviso - di questo programma riguarda non solo le impossibili trattative con un'Europa che attraverso l'austerita'... sta demolendo le nazioni per potenziare se stessa, ma anche la fantomatica riduzione del debito pubblico di quaranta punti nei prossimi dieci anni: ebbene, con la lotta all'evasione, i tagli e una banca d'investimento pubblica che faccia da moltiplicatore, dubito seriamente ci si possa riuscire.
In realta' per il debito bisognerebbe in primis fare un audit (ovvero scorporarlo al fine di tagliare e posticipare titoli e interessi) e subito dopo riprendersi la sovranita' monetaria, dato che se entra poca moneta a monte... si puo' fare sempre molto poco!
Questo programma, come potete intuire, intende oliare per davvero il motore di questo paese: e' un programma di redistribuzione pero', che non risolve i reali problemi.
L'unico grande iceberg, dunque, in cui si rischia di incappare e' proprio quello dei poteri finanziari (la BCE tanto per capirci) che non solo non concedera' questa nuova "flessibilita'" (vale a dire il denaro dal nulla per indebitarci) ma fara' di tutto per contrastare un governo simile, dato che i 5 stelle, in eccessiva difficolta', potrebbero - chissa' - mantenere perfino la parola data in passato... e chiedere di uscire dall'Eurozona, visto che gli oneri superano di gran lunga gli onori.
Per chi vi scrive, se il Movimento 5 stelle dovesse vincere, dovra' per forza di cose, alla fine, chiedere l'uscita dall'Eurozona, pena il diventare - dopo un iniziale entusiasmo seguito da lungo periodo di logoramento - un altro partito che liquida la nazione al pari di PD e PDL.
So che molti sul web affermano che "I 5 stelle fanno parte del sistema": ebbene per scoprirlo, forse, dobbiamo semplicemente metterli alla prova.
Del resto le alternative le conosciamo bene.

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Gabriele Sannino
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